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Giovedi 16 Gennaio 2014

Giovedi 16 Gennaio 2014

E’ la notizia che i sostenitori aspettavano. Ed è anche la conferma di quanto auspicato da Gary Barlow nello scorso novembre. Il principale compositore dei Take That, il quale peraltro ha riscosso grande successo in Gran Bretagna col suo recente album solista, due mesi fa aveva affermato: “Speriamo d’entrare in studio con i TT in gennaio, e credo che il tour sarà per l’anno successivo”. E, come da programma, i TT sono in sala di registrazione. A confermarlo è stato Howard Donald, che via Twitter ha scritto: “Oggi in studio con i ragazzi! Elettrizzato! Faremo del nostro meglio per far uscire un grande album”.
Dopo un po’ Gary ha fatto un retweet aggiungendo “elettrizzato anch’io”. I due però si sono astenuti da ogni commento sulla eventuale partecipazione o anche solo presenza di Robbie Williams. FEEL

Finalmente – vista la loro inspiegabile assenza – i primi album dei Black Sabbath sono disponibili su iTunes, lo store digitale di Apple.
In pratica stiamo parlando tutta la produzione con Ozzy alla voce (otto dischi), completata da due greatest hits e una raccolta antologica che raggruppa i dischi in studio dal 1970 al 1978.
Il tutto è stato rimasterizzato ed è disponibile solo su iTunes, in esclusiva – anche se, a quanto dicono alcune voci, l’esclusiva potrebbe durare solo per una finestra limitata di tempo e in una settimana la musica dei Sabbath potrebbe arrivare anche presso i competitor.

Come molti festival jazz di tutto il mondo, anche il Jazz Fest di New Orleans non offre ai frequentatori esclusivamente jazz. Ci sarà infatti (ampio)spazio anche per altri generi musicali, con rock e pop in gran spolvero. Il cartellone di quello che è ufficialmente denominato New Orleans Jazz & Heritage Festival è stato reso noto oggi e non si può non constatare come si tratti di una line-up veramente eccellente: nelle due tornate 25-27 aprile e 1°-4 maggio infatti brillano i nomi di Bruce Springsteen and the E Street Band, Eric Clapton, Christina Aguilera, Phish, Arcade Fire, Vampire Weekend, Santana, Robin Thicke, Robert Plant, Public Enemy ed altri ancora tra i quali Alabama Shakes e Lyle Lovett. Tra i musicisti della Louisiana sono da annoverare Allen Toussaint ed Aaron Neville.

Usciti dall’orbita della major Universal dai tempi di “Saturday nights & sunday mornings” (Geffen, 2008), i Counting Crows si uniscono al sempre più folto gruppo di artisti che fanno causa alle case discografiche ritenendo di essere stati defraudati di una parte consistente delle loro royalty digitali. La questione, sollevata da un caso pilota istigato dai primi produttori diEminem a cui si sono accodati tra gli altri TotoChuck D, Kenny Rogers, Rob Zombie, Sister Sledge, Peter Frampton, George Clinton e gli eredi di Rick James, attiene ai metodi utilizzati dalle case discografiche per calcolare le royalty sui download digitali. Le major, infatti, continuano regolarmente ad applicare la prassi utilizzata nella vendita dei cd, in base alla quale la percentuale mediamente dovuta all’artista si aggira intorno al 15 per cento del prezzo dei dischi. Come i loro colleghi, Adam Duritz e compagni fanno invece distinzione tra “ endita” e “licenza”, sostenendo che le vendite su iTunes e altri store digitali rientrino nella seconda ipotesi dando diritto a riscuotere il 50 per cento dei proventi.
Si apre già oggi, sebbene il concerto sia ancora lontanissimo, la prevendita per la sola data italiana di Elton John nel 2014. Lo show del Rocket Man si svolgerà infatti il prossimo 4 dicembre al MediolanumForum di Assago (MI). Con Sir Elton ci sarà una band di prim’ordine, in cui – senza togliere naturalmente nulla agli altri – spiccano due musicisti con lui fin quasi dai primi giorni: il chitarrista Davey Johnstone, 62 anni, di Edimburgo, che iniziò a suonare con John su “Madman across the water” del novembre 1971 e Nigel Olsson, 64 anni, che registrò un brano già per primissimo LP di EJ, “Empty sky” del giugno 1969. Completano la formazione, oltre a Davey alla chitarra e Nigel alla batteria, Matt Bissonette al basso, Kim Bullard alle tastiere e John Mahon alle percussioni. Prezzi: secondo anello non numerato 43, primo anello numerato 69, poltrona e tribuna gold 100, poltronissima 120 euro. Da oggi martedì 14 gennaio ore 18 aperta la pre-sale sul sito
www.eltonjohn.com

Il successo di “Call me maybe” ormai risale al 2012, e Carly Rae Jepsen forse farebbe meglio a sfornare un altro hit perché – a quanto pare – la gente inizia a dimenticarsi di lei. La 28enne canadese, riportano fonti locali, ha infatti recentemente dato appuntamento ai suoi fan ma l’iniziativa si è dimostrata un flop perché si sono presentate solamente venti persone. Carly aveva deciso di appoggiare la campagna benefica “Cup of warmth”, per la quale la sala da tè Davids Tea di Toronto aveva deciso di fare una donazione, ma, nonostante il nome di (teorico) richiamo e la buona causa, si è radunato solo un misero drappello di fan. Carly però ha fatto buon viso a cattivo gioco e ha posato senza problemi con i (pochi) fan.

Lee Ryan, quello che una volta – parecchi anni fa – era il Blue scatenato, quello che fracassava le macchine fotografiche ai paparazzi e diceva battute choc sull’Undici Settembre, ha sorpreso affermando che lui e Duncan James, il bello del gruppo, hanno una relazione. La settimana scorsa Lee, 30 anni, aveva rivelato d’avere avuto esperienze gay. Ora, riporta l'”Huffington Post”, la rivelazione: lui e Dunk sono – di fatto – una coppia. Durante la più recente puntata di “Celebrity big brother”, Lee ha Lavoro con Duncan, vado in vacanza con Duncan, abito con Duncan”. E, quando gli è stato chiesto se facesse anche sesso con Duncan, Lee ha risposto: “Sì, sempre”. Sheila, madre di Lee, sorpresa ha affermato: “Non avevo idea che Lee fosse bisessuale. Però trovo che sia fantastico che i giovani parlino della loro sessualità senza paura che ci siano ripercussioni. Personalmente penso che lui sia più un dongiovanni per donne, ma come mamma sono al suo fianco in qualsiasi sua decisione”.

In effetti sarebbe bastato fare il classico due più due, con i Beatles – a cinquant’anni dalla loro prima epifania al pubblico statunitense – premiati allo Staples Center, il prossimo 25 gennaio, con un riconoscimento alla carriera e onorati, il giorno successivo, dalla reunion degli Eurythmics. Senza contare la nomination dell’ex voce e basso dei Fab Four nella categoria Best Rock Song per “Cut me some slack”, assemblata con i Nirvana superstiti Dave Grohl e Krist Novoselic. Ha relativamente stupito, quindi, l’annuncio fatto oggi dal comitato organizzatore dei prossimi Grammy Awards, che ha confermato la presenza – in veste di performer – sia di Paul McCartney che dei Ringo Starr, i due elementi superstiti di quella che fu la rock band per eccellenza: molto astutamente, il dispaccio diramato oggi non specifica se i due abbiano in programma di esibirsi insieme, anticipando così la supposta performance congiunta allo show di David Letterman, in programma due settimane dopo il gala di assegnazione degli Oscar della musica.

Rosa

Gennaio 16th, 2014

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