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Mercoledi 29 Gennaio 2014

Mercoledi 29 Gennaio 2014

Durante la cerimonia per l’assegnazione dei Grammy 2014, è stato presentato il brano “Once upon a dream”, interpretato da Lana Del Rey appositamente per la colonna sonora del nuovo film targato Disney “Maleficent”.La canzone è una cover di un pezzo inserito nel film-classicone di animazione (sempre della Disney) “La bella e la bestia” del 1959 e, stando ai ben informati, sembrerebbe che la Del Rey abbia avuto l’incarico di interpretarla su richiesta nientemeno che di Angelina Jolie, star di “Maleficent” – nel ruolo di una strega.

Un’edizione dei Grammy, quella del 2014, che non passerà certo alla storia per la pletora di trombati di lusso (a parte Lady Gaga e Miley Cyrus, snobbate già in fase di nomination): i nomi più grossi – Rihanna, Jay Z e Bruno Mars, per citarne tre – sono stati fatti tornare a casa con un premio non di primo piano a mo’ di consolazione. A lamentarsi, forse, potrebbe essere Katy Perry, che nonostante fosse in lizza solo in solo due categorie (importanti, per giunta, come Best Pop Solo Performance e Song of the Year), si è vista superare sul traguardo in entrambe da Lorde, che – però – ha potuto giocarsi la carta della freschezza. Immagine significativa, questa, che può far capire come il ruolo di regina del pop non sia assicurato per nessuna.

I leggendari Kraftwerk, pionieri dell’elettronica made in Germany, hanno un programma live piuttosto nutrito per la prima metà del 2014. Stanno portando il loro show in 3D in giro per il mondo e spesso non disdegnano performance tematiche in cui ripropongono interamente uno dei loro album.Al momento le date confermate fino a metà maggio del 2014 si concentrano soprattutto su Stati Uniti, Messico e Canada, ma ci sono chance anche per noi europei. I Kraftwerk, infatti, si esibiranno nel Vecchio Mondo per quattro giorni consecutivi (15-16-17-18 maggio) a Vienna, in occasione del festival annuale Wiener Festwochen – che si svolge per le strade e piazze della città.

Il documentario su Nick Cave intitolato “20.000 days on earth” – appena presentato al Sundance Festival di Park City (Utah) – ha riscosso decisamente il consenso della giuria, che gli ha conferito ben due premi.

La pellicola, co-firmata da Iain Forsyth e Jane Pollard, immortala 24 ore di vita di Cave (rappresentate, a detta degli autori, in maniera “romanzata”, per cui possiamo dire di essere nel campo della docu-fiction, o qualcosa del genere!).
A Forsyth e Pollard è andato il riconoscimento per la miglior regia nella categoria World Cinema Documentary, mentre a Jonathan Amos è andato quello per il miglior montaggio, sempre nella medesima categoria.

La polizia di Los Angeles ha arrestato il diciannovenne Juan Daniel Garcia, residente a El Mirage, in Arizona, per essere entrato senza autorizzazione nella proprietà di Tarzana, nella San Fernando Valley, dove risiede Selena Gomez: il fatto risale alla mattina di ieri. A dare l’allarme pare siano stati i familiari della cantante e attrice: al momento, le autorità stanno indagando per capire se l’ex fiamma di Justin Bieber fossa a casa al momento della violazione di domicilio.

Rilasciato su cauzione dopo il fermo effettuato lo scorso 23 gennaio a Miami, Justin Bieber (nella foto) ha preferito imbarcarsi su un volo per Panama piuttosto che fare ritorno a Los Angeles: il suo entourage aveva già approntato per lo scorso venerdì in jet privato che riportasse il cantante in California, dove – secondo indiscrezioni – la star canadese avrebbe dovuto sottoporsi ad un ciclo di disintossicazione, ma la voce di “Baby” pare abbia preferito volare nel paese centroamericano, dove è stato avvistato in compagnia di quella che pare sia la sua nuova fiamma – la modella Chantel Jeffries – e di alcuni amic

In attesa salire, il prossimo 31 maggio, sul palco dello stadio Meazza di San Siro, a Milano, Biagio Antonacci ha tenuto ieri in piazza dei Mercanti, nel centro storico del capoluogo lombardo, la sua busking session annunciata solo il giorno prima via Facebook. Sempre che possa essere considerato busking un concerto fatto su un palco rialzato allestito per l’occasione con tanto di transenne e impianto audio a regola d’arte…
Donna, cantautrice, folk singer moderna ma cresciuta al Greenwich Village, a metà anni Ottanta Suzanne Vega sorprese e ipnotizzò tutti con un paio di dischi controcorrente in una scena musicale allora dominata da Madonna e dal techno pop. Quasi trent’anni dopo – e a sette anni di distanza da “Beauty & crime”, il suo unico album per la Blue Note – è un’artista uscita dal circuito delle major, indipendente, volitiva e ancora capace di sfornare una delle più belle opere in carriera, “Tales from the realm of the queen of pentacles” (in uscita il 4 febbraio sulla sua etichetta Amanuensis Productions e licenziato in Europa a edel/Cooking Vinyl).

Rosa

Gennaio 29th, 2014

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