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Venerdi 21 Febbraio 2014

Venerdi 21 Febbraio 2014

Bolle in pentola un progetto bizzarro, in casa Motörhead e l’annuncio ufficiale con tutti i dettagli pare che sarà presto dato.
Al momento tutto quello che si sa è che è in fase di preparazione la MotörBoat, ossia la prima crociera targata Motörhead – che, sulla falsariga della 70.000 Tons Of Metal e della crociera dei Kiss, porterà qualche migliaio di fan a bordo di una nave per solcare i mari e godersi qualche giorno di concerti non stop.
Nella pagina Facebook ufficiale dell’evento si può trovare una locandina preliminare, in cui la MotörBoat viene collocata temporalmente nell’autunno 2014; l’itinerario prevede la partenza da Miami (Florida) per poi toccare, le isole Florida Keys e Cozumel (Messico).
Presumibilmente i Motörhead saranno la band principale che si esibirà durante la traversata, ma non è ancora stato reso noto nulla a proposito della line-up degli artisti previsti.

Con un video condiviso in Rete è stato reso noto l’elenco degli artisti che si esibiranno nell’edizione 2014 del festival Bonnaroo – che si tiene a Manchester, Tennessee (USA) dal 12 al 15 giugno prossimo.
Tra gli headliner troviamo dei veri pezzi da novanta come Kanye West, Elton John e Jack White. Ma i grandi nomi si sprecano, visto che sono previste esibizioni di Lionel Richie, Vampire Weekend, Skrillex, Arctic Monkeys, Nick Cave, Damon Albarn… insomma, roba da farsi girare la testa.
I biglietti per il Bonnaroo saranno in vendita da sabato 22 febbraio solo attraverso il sito ufficiale della manifestazione bonnaroo.com; lo scorso anno, lo ricordiamo, headliner del festival furono Paul McCartney, Tom Petty & The Heartbreakers e Mumford & Sons – questi ultimi però costretti a dare forfait a causa di un incidente accaduto al bassista Ted Dwane e quindi sostituiti al volo da Jack Johnson.

Bruce Springsteen aveva promesso, prima dell’inizio del ramo australiano del suo tour, che avrebbe reso omaggio a una serie di artisti di quel continente… e non è certo un uomo da non mantenere la parola.
Quindi, durante il suo ultimo concerto tenuto a Sydney poche ore fa (il 19 febbraio), il Boss e la E Street Band si sono lanciati in una cover degli INXS. Hanno scelto il brano “Don’t change”, tratto dall’album del 1982 “Shabooh shobaah”.Il pezzo è giunto verso la fine della scaletta, appena prima di “Born to run”.Fino a ora gli omaggi live ai grandi del rock australiano hanno visto Springsteen cimentarsi con brani di Easybeats (“Friday on my mind”) e AC/DC (Highway to hell”, per ben due volte), oltre a quest’ultimo degli INXS.Non dimentichiamo, poi, che nel recente album “High hopes” ha incluso una cover di “Just like fire would” dei Saints, leggendaria band australiana che iniziò sotto l’egida del punk, per poi spostarsi verso un rock caldo e spigoloso.

Il nuovo lavoro di Seb, ex ugola degli Skid Row passato alla carriera solista, slitta dalla prima scadenza prevista, marzo, al 22 aprile. “Give ‘em hell” è stato masterizzato ai Precision Mastering di Los Angeles da Tom Baker. Bach ha detto: “Il CD che Tom mi ha dato è esattamente quello che voglio che tutti voi ascoltiate quando premerete PLAY”. Sul disco suonano anche vari ospiti, tra i quali Duff McKagan (ex Velvet Revolver, Guns N’Roses), John 5 (ex Marilyn Manson, Rob Zombie) e Steve Stevens (Billy Idol).

Dei primi particolari su “Give ‘em hell”, il nuovo abum di Sebastian Bach.Arrivano oggi il tracklisting e alcuni interessanti dettagli aggiuntivi. La lista delle canzoni è questa:Il nuovo lavoro di Seb, ex ugola degli Skid Row passato alla carriera solista, slitta dalla prima scadenza prevista, marzo, al 22 aprile. “Give ‘em hell” è stato masterizzato ai Precision Mastering di Los Angeles da Tom Baker. Bach ha detto: “Il CD che Tom mi ha dato è esattamente quello che voglio che tutti voi ascoltiate quando premerete PLAY”. Sul disco suonano anche vari ospiti, tra i quali Duff McKagan (ex Velvet Revolver, Guns N’Roses), John 5 (ex Marilyn Manson, Rob Zombie) e Steve Stevens (Billy Idol).

Katy Perry, recente vincitrice di due Rockol Awards, è stata incoronata “Donna dell’anno” ai 2014 Elle Style Awards. I riconoscimenti della rivista “Elle” sono stati assegnati preso l’One Embankment di Londra, nuovissimo locale che sorge dove c’era il “vecchio” Buddah Bar sotto il Waterloo Bridge che funse da ispirazione per “Waterloo sunset” dei Kinks. A consegnare il premio a Katy è stata Kylie Minogue. La 45enne cantante australiana, poco dopo la fine della cerimonia, ha mostrato tutto il suo entuasiasmo per la più giovane collega scrvendo via Twitter “I presented the 1&only @katyperry with her @ELLEUK Woman of the Year award. Con-grats and con-kittens!! (sic)”. Un po’ di delusione, da parte femminile, ma forse anche maschile, per Tom Hiddleston: il 33enne attore di “Thor” non è riuscito a partecipare alla serata e il pubblico ha dovuto accontentarsi del solito videomessaggio. Tra gli altri vincitori sono da annoverare Lily Allen e Tinie Tempah, premiati con il “Miglior artista britannico dell’anno uomo” e “Miglior artista britannico dell’anno donna”. E spazio anche al tricolore, con un premio per Nicola Formichetti di Diesel.

Da sempre appassionato di rock (ha vestito e coinvolto nelle sue campagne pubblicitarie artisti come Alice Cooper, Iggy Pop, Jimmy Page, Slash, Ryan Adams e, recentemente, i Kiss), il famoso stilista americano John Varvatos ha probabilmente coronato il sogno di una vita creando una sua etichetta discografica, John Varvatos Records, in collaborazione con la lanciatissima Republic Records del gruppo Universal (la scuderia di Nicki Minaj, Drake, Lorde e tanti altri). “Voglio che gli artisti mi percepiscano come un loro socio, non come il capo di un’etichetta collegata a una grossa casa discografica”, ha spiegato a Rolling Stone precisando la sua filosofia: “Credo che l’industria discografica di oggi sia popolata da etichette che invece di pensare ad allevare artisti si chiedono cosa pubblicare come prossimo singolo. Ci si è allontanati dall’obiettivo di produrre un album intero che qualcuno abbia voglia di ascoltare dall’inizio alla fine”.Nessun gruppo o solista è stato ancora messo sotto contratto, ma Varvatos, che ha cominciato ad ascoltare provini e a guardarsi in giro, ha obiettivi ambiziosi in mente: “Vogliamo scovare i prossimi Guns N’ Roses.

E’ uno dei grandi classici di tutte le edizioni del festival: la somiglianza – più o meno spiccata – tra un brano in gara e uno pubblicato tempo prima. A finire nel mirino degli osservatori, quest’anno, è stato “Invisibili” di Cristiano De André, uno dei brani più apprezzati dalla stampa – ma non dal pubblico, che gli ha preferito “Il cielo è vuoto”: globalist.it è andato a frugare negli archivi ripescando – e accostando in un montaggio audio sequenziale, ascoltabile a questo indirizzo – “Only a dream in Rio” di James Taylor, brano originariamente pubblicato dal cantautore di Boston – all’epoca folgorato sulla via del sudamerica dalla musica brasiliana – nell’album “That’s why I’m here” del 1985. Effettivamente la velocità, la tonalità e la linea melodica tenuta dalla voce (quest’ultima pur con qualche lieve differenza, e dove presente, nel brano di De André) sembrano piuttosto simili.

Rosa

Febbraio 21st, 2014

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